Riflessione su Vocatio e i preti sposati

"...per il bene della Chiesa..."

 

 

Carissimi tutti,

rovistando sul vostro sito ho l'impressione, e ne sono contento, di leggere un dialogo sereno.

Quando ascolto cattolici fare aspre e cattive critiche contro la gerarchia sono portato a cambiare argomento perché mi dà fastidio sentire battezzati come me parlare male della Madre che li ha generati alla fede: se si dialoga e si ci ascolta la prospettiva è molto positiva. Se poi a fare critiche è chi è stato in seminario concludo sbrigando il discorso sostenendo che quella persona non ha capito nulla non perché ha tolto le mani dall'aratro ma perché non ha maturato affatto neanche una minima dimensione spirituale tale da non generare scandalo nei più piccoli e non sa leggere le motivazioni che la gerarchia ha nel mantenere le sue posizioni. Del resto già il parlare di "gerarchia" e "noi" non è ecclesiale... siamo un unico corpo se siamo uniti intorno al Capo!!!

Non so chi leggerà la mia e-mail ma vorrei dire la mia pensando ai sacerdoti sposati. Credo che il problema non sia affatto il matrimonio né la necessità di fare sesso néé carenze affettive. A mio avviso la sfera affettiva è un grosso calderone dove finiscono tutte le dimensioni della persona umana per cui dietro una defezione, che appare all'esterno causata dal folle amore per una donna, in realtà c'è altro. Conferma il mio pensiero il fatto che anche la chiesa anglicana, i cui sacerdoti possono sposarsi, hanno problemi legati all'abbandono del ministero.

Leggevo anche della fatica di ottenere la dispensa. Ma non è forse giusto andare cauti nel dare dispense? Così si sottolinea la gravità di aver preso un serio impegno di fronte a Dio e alla comunità: dire "Eccomi" a Dio non è come scartocciare una caramella per cui è pedagogico sottolineare la dispensa, che pure arriva, con un minimo di burocrazia. Qualcuno ne ha bisogno per sposare una professoressa di religione: ma portare questa fretta è molto egoistico ed utilitaristico.

Non sono severo con chi lascia il ministero, tra l'altro sono intimo amico di un ex diacono e ne capisco le problematiche. Davvero non vi giudico né credo che lo farò mai perché capisco che, soprattutto oggi, è difficile leggersi bene dentro e restare fedeli: siamo bombardati da troppi messaggi e le nuove generazioni sono molto fragili.

Leggicchiando ho avuto anche la sensazione che come associazione volete alzare la problematica, ma lo fate solo con testimonianze. C'è bisogno d'altro! Mi spiego.

1) Chi si interessa al problema (eccetto le nuove coppiette!!!) spesso non lo fa perché ama la Chiesa! Il più è interessato perché anticlericale e si diverte a dire al mondo quanti preti sono gay, malati di AIDS, infedeli... quindi usano la vostra condizione per colpire la Chiesa tutta mostrandone il volto ribelle e di frattura interna, usando i luoghi comuni sul Vaticano per indebolirne la sua credibilità... state attenti perché non credo che vogliate questo.

2) Non bastano le testimonianze altrimenti si porta l'ascoltatore a concludere semplicisticamente che quando si ha accettato di essere ordinati si sapeva a cosa si andava incontro... bisognava accorgersene prima e ora arrangiati visto che nessuno, Vaticano compreso, ti ci ha messo in un pasticcio simile! Credo, ed è questa la mia proposta, sia necessaria un'analisi attenta del problema. La Chiesa è giusto che non sia democratica perché la Verità non si trova per alzata di mano! Bene, se da Roma è chiaro che il celibato, soprattutto dopo gli ultimi documenti, resta norma e la sceglie liberamente solo il candidato che è pronto ad abbracciarne anche le conseguenze che ne derivano (una croce portata per un amore più grande), bisogna pensare bene alla formazione. E chi poi, durante la vita se ne pente? Qui andrebbe detto qualcosa di nuovo e di scientificamente provato magari facendo dei seri questionari non su quanto tempo è passato per avere dispensa e quali sono stati i dispetti del parroco e le offese ricevute dalle bigotte della parrocchia, ma sugli effetti che il comportamento della comunità ha assunto, sul dramma personalissimo di venir meno ad una parola data al buon Dio che si ama e con cui si è stati tante ore insieme durante la preghiera e l'adorazione momenti che sicuramente ci son stati durante la formazione altrimenti non si sarebbe stati ordinati (mi auguro!!!), cercare le vere cause dell'abbandono, cosa ha fatto soffrire di più durante il ministero e subito dopo l'aver reso nota la defezione,... domande serie e pensate da un punto di vista soprattutto pedagogico, perché testimonianze su NOVELLA 2000, GENTE o peggio CRONACA VERA fanno solo deridere la Chiesa: effetto che nessuno di noi vuole.

Sono molto stanco e si son fatte quasi le 2 per cui vi prego di giustificare i miei errori grammaticali. Sarei contento se potessi ricevere un numero della vostra rivista, se sì vi darò il mio indirizzo in una prossima e-mail. Fatemi sapere che pensate di quanto vi ho scritto.

Dio è fedele sempre e non si pente di avervi dato fiducia per cui la vostra missione nella Chiesa e per il mondo non è affatto terminata e sarà ricca di doni solo e soltanto se resterete uniti alla "gerarchia" che pure vi ama e vi porta nel cuore. Pregate per me,

Enzo

 

Vincenzo Gallo <enzogallo@yahoo.com>