Lettera aperta al presidente di Vocatio

 

Como, 9 gen. 2000

 

Caro Mauro,

Abbiamo ricevuto l'invito per sabato e domenica prossimi e te ne ringraziamo. Ci è comunque impossibile partecipare. L'invito ci ha comunque portati a riflettere sul nostro movimento.

Condividiamo quanto emerso dal convegno di Genzano in merito all'accettare occasioni di incontro e confronto fra diversi movimenti ecclesiali per riflettere assieme sul cammino che il popolo di Dio può intraprendere per incarnare meglio l'annuncio evangelico e così offrire il proprio contributo ai Pastori affinché essi capiscano meglio verso quale meta indirizzare il proprio lavoro pastorale.

Ci è però nato un dubbio: non ci siamo più trovati né a livello di direttivo, né ad altri livelli. Lo scorso anno, nell'incontro di Vocatio Lombardia, sollecitati da un punto dell'ordine del giorno che recitava :"Cosa vuole fare Vocatio?" , abbiamo messo per iscritto alcune riflessioni che abbiamo condiviso con i presenti e dal dibattito sono emerse diverse sollecitazioni che poi, rielaborate da Ernesto, Lorenzo e Vito, abbiamo inviato a te, Giovanni Monteasi e, ci sembra, anche a Rosario Mocciaro. In sostanza quelle riflessioni partivano da un punto principale: Vocatio, a nostro avviso, deve riappropriarsi della propria identità di movimento ecclesiale costituito da preti sposati e come tale porsi nella chiesa cercando, attraverso il dialogo, lo studio, le proposte, di aiutare il popolo di Dio inteso nella sua accezione più universale, a capire l'anacronismo della legge celibataria, a riflettere su nuovi concetti di ministero e ministerialità ecclesiale (concetti, peraltro, già espressi in vecchi documenti del magistero, ma dagli stessi pastori accantonati o disattesi), e, soprattutto, essere punto di riferimento per preti, suore, uomini e donne in crisi perché amano, riamati, un prete o una suora.

Di quanto detto e scritto non abbiamo più avuto riscontro. Ci pare che nemmeno a Genzano si sia fatto cenno a questo piccolo documento che era condiviso da un piccolo gruppo di appartenenti al movimento.

E veniamo a sodo: ci sembra che anche questo incontro, importante nella sostanza da quanto si evince dalla traccia programmatica, eluda il vero scopo del nostro movimento. A nostro avviso, se non ci diamo una mossa, moriremo d'inedia e tanti sforzi fatti soprattutto da voi negli anni passati, tanti soldi spesi, tante delusioni prese e via elencando, andranno irrimediabilmente perduti.

Il nostro consiglio è che:

1. Si possa organizzare una due giorni a Livorno (potrebbero essere il 24 e 25 aprile) in cui si riprenda seriamente in mano il movimento e si coopti nel direttivo anche le donne (nostre mogli, ex suore….)

2. Si riprenda seriamente a lavorare con la rivista Sulla Strada. Oltre ad essere una presa in giro il fatto che si paghi l'abbonamento e questa non venga neppure redatta ed inviata (questo modo di fare ci sa tanto di vecchio sistema parrocchiale in cui il fedele versa l'offerta per il bollettino che esce, se esce, a discrezione del parroco e quando questi lo vuole) è anche ingannevole il contenuto: nel comitato di redazione figurano tanti nomi, ma nella sostanza parecchi articoli sono ripresi pari pari da altre pubblicazioni, non vi è originalità, non vi sono proposte di studio che ci riguardino, non relazioni di incontri del movimento a livello regionale o locale…

3. In quella sede si possa dare un segno forte nell'anno del giubileo. Condividiamo quanto scritto nella traccia di Forum 2000 in merito al giubileo. Ma, a parte il fatto che non è vero che i problemi umani non possano avere anche un'interpretazione spiritualistica, è necessario che diamo un segno noi, come preti sposati, come movimento attento a preti e suore in crisi, a uomini e donne che amano clandestinamente un prete o una suora. Il sito Internet che cura prevalentemente Alex può essere un valido aiuto.

 

Grazie per averci letto.

Un saluto

 

Paola ed Ernesto.

 

 

Ernesto Miragoli

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