Lettera aperta di Paolo Falcone
(30 agosto 2004)

Carità bla bla

Spesso nei discorsi tra vescovi e preti sposati si sente dire continua a pregare , ti ricordo nelle mie preghiere , il Signore ti accompagni e via con altre balle spaziali .Una cosa che non si sente mai è ti aiuterò per i tuoi diritti, parlerò della tua situazione economica al commercialista o all’economo della Diocesi , tutelerò i tuoi diritti acquisiti..

Io per lo meno sono stato abbandonato completamente .Sono stato nel ministero dall’ 1988 al 1996. Poi dopo tre anni di esercizi spirituali ,  senza una storia , sono venuto via dal ministero pastorale.

Nessuno che mi abbia dato nessuna possibilità. Dopo un po’ scrissi a tutti i cardinali residenti a Roma chiedendo di aiutarmi a sopravvivere . Mi dissero che non conoscevano nessuno , che non avevano nessuna possibilità nemmeno di ascoltarmi e che comunque avrebbero pregato per me ….

Dopo anni di stenti e ancora grosse difficoltà , sto vivendo un momento con mia moglie abbastanza sereno , anche se sempre sul “trapezio”. Vorrei chiedere a chi conosce meglio questa realtà se esiste un modo per avere i contributi previdenziali e i versamenti del TFR previsti dalla legge italiana .

Ho un grande sogno costituire un sindacato preti sposati  per iniziare una trattativa con la CEI per chiedere i nostri diritti maturati e avere per lo meno il trattamento di fine rapporto , oppure iniziare una serie di vertenze al giudice del lavoro visto che alla chiesa gerarchica abbiamo dato i migliori anni della nostra vita e abbiamo ricevuto “calci in faccia” e belle parole .

                       Grazie a tutti di tutto

                                                            Paolo Falcone ( prete sposato diocesi di Roma)

Puoi scrivere a Paolo all'indirizzo: paolofalco@infinito.it