Lettera di Giuseppe Zanon a Famiglia Cristiana
(agosto 2004)

Rev.do don Zega,

Le scrivo in merito al suo intervento su OGGI, nr. 35 del 25/08/2004 dal titolo: E se il prete si innamora? E' giusto che abbandoni la tonaca. Al lettore che Le sottopone i casi di recenti innamoramenti di due sacerdoti di Trapani e di Pavia e Le domanda perchè ..questi casi sempre più ricorrenti non inducono la Chiesa a cambiare la disciplina sul celibato dei preti?, Lei risponde riformulando la domanda ..perchè non allentare una disciplina largamente disattesa,visto che non si tratta di un dogma di fede?

E poi, invece di dare la risposta ovvia e cioè che si potrebbe allentare la disciplina e lasciare il celibato facoltativo, Lei fa un elogio del celibato obbligatorio di oggi dicendo ..è molto più di una regola,è una testimonianza di vita,,il segno di una donazione totale..

D'accordo che è così, ma per chi il celibato lo vive con convinzione, ma esso è anche un tormento inutile ed una esclusione non necessaria al sacerdozio per chi non vi è portato, per chi lo vive malamente.
E se questa disciplina  ..è largamente disattesa.., non prenderne atto vuol dire fare come lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia per non vedere la realtà ed il pericolo,vuol dire non affrontare la contraddizione di una realtà tanto osannata e poi altrettanto non osservata.
E come la mettiamo con la credibilità del magistero della Chiesa (Mater et Magistra nel proporci il Vangelo ed i sacramenti di Cristo) se poi gli uomini che oggi la reggono non chiariscono a se stessi ed ai fedeli tutti la contraddizione di cui sopra e cioè quanto avviene nel modo dei preti e della osservanza del celibato?
E che senso ha oggi mostrare rigidità disciplinare verso i cristiani divorziati/risposati (esclusi dai sacramenti in parrocchia e dal poter fare da padrini) quando poi si esibisce  larga tolleranza  verso chi non osserva il celibato,come nel caso eclatante di monsignor Milingo?
E cosa diciamo a quelle donne travolte dalla crisi del sacerdote e poi abbandonate perchè la legge del celibato obbligatorio impedisce al prete di oggi di innamorarsi?

Rev.do Padre,provi a cliccare sul sito www.donne-cosi.org e tenti Lei di dare qualche risposta accettabile a quelle donne che hanno avuto il coraggio di parlare della loro sofferenza  per essere state travolte dall'amore di un prete.

Mi permetto di consigliarLe  un libro che ci può aiutare molto in questo dibattito: Celibato,dono non obbligo di Vogels.

L'autore, con toni pacati e sereni,ma soprattutto con argomenti biblici,teologici e storici arriva alla conclusione che il celibato ecclesiastico dovrebbe essere libero  perchè così,vissuto con  convinzione,ritornerebbe a risplendere di fulgida luce.

Poi prosegue dicendo che un carisma, proprio in quanto tale, non lo si può imporre,nè ottenere con la preghiera e la penitenza,è solo dono del Signore come si dice nel Vangelo: ..non tutti possono capire questo ,ma soltanto coloro ai quali è stato concesso... (Mt 19,11). Matrimonio e sacerdozio possono accordarsi comodamente come indica la scelta di Cristo che ha voluto  sacerdoti anche gli apostoli che erano sposati,come è stato nella Chiesa per alcuni secoli,come lo è ancora per il caso di pastori protestanti passati al cattolicesimo e come avviene nelle chiese cattoliche orientali.

E sul binomio dei sacramenti matrimonio/sacerdozio  potrebbe, senza dubbio, portare i suoi frutti la collaborazione tra uomo e donna,così ben illustrata dal cardinal Ratzinger nel suo ultimo documento.
La saluto cordialmente . 

Giuseppe Zanon

Commento di Ausilia Riggi