Riduzione allo stato laicale di don Franco Barbero

  

Carissimi,

non sono sgomento alla notizia della riduzione allo stato laicale di Franco Barbero. Non ho aderenze in Vaticano o altrove, ma sentivo che era nell'aria. E mi fa piacere apprendere che Franco Barbero viva serenamente questo momento. Siccome è intelligente avrà capito che prima o poi avrebbero usato questo strumento per metterlo a tacere. Ma così sarà veramente messo a tacere? Così non sarà più quella spina al fianco che sembra che ora sia?

Il mio parere:

La riduzione allo stato laicale è uno strumento post tridentino che non doveva neppure essere codificato nel CIC se chi si trova a dover governare nella chiesa fosse animato da spirito di servizio e non di potere. E questo per almeno due ragioni. La prima:il Fondatore della Chiesa (che non mi sembra del tutto stupido visto che dopo oltre 2000 anni ispira ancora qualche buona idea) non ha previsto questi ostracismi et similia. Ha solo detto:"Uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli...; neppure io ti condanno....ecc.".

La seconda: alla luce del Vaticano II (Lumen Gentium: a proposito qualche papavero in via Conciliazione e dintorni l'avrà davvero letta?) non esiste il livello gerarchico laico, diacono,prete, vescovo, cardinale e papa. Queste sono funzioni di servizio. Esiste il popolo di Dio. Quindi RIDURRE un prete ad essere LAICO, significa tradire lo spirito e la lettera della costituzione conciliare perchè presuppone indirettamente che il prete sia QUALCOSA DI PIU' di un laico.

- Mi fa piacere - dicevo - apprendere che Franco (che non conosco personalmente) abbia ricevuto il provvedimento con serenità. E spero che non abbia voglia di combattere in questa direzione per far valere i suoi diritti. In effetti il provvedimento è solo uno degli ultimi sussulti di un impero che sta lentamente implodendo, vittima della sua stessa perversa logica di potere creata dall'interno da chi non ha alcuna intenzione di fermarsi e pensare a che cosa ha voluto e vuole veramente Gesù, il fondatore di questa chiesa. Che per fortuna in tutto il mondo non si cura molto del CIC, ma si preoccupa di "portare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati..."

Ciao.

Ernesto 

 

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